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Trekking sull’Altipiano Andino.

Attraversare a piedi deserti d’alta quota tra steppe, dune di sabbia, distese saline e lagune salmastre, ammirando vulcani, geyser, paesaggi rocciosi scolpiti dal vento e panorami dai colori quasi surreali; tutto questo è fare trekking sull’Altipiano Andino, un’esperienza impossibile da vivere altrove.

Vi siete appena resi conto che è impossibile rinunciare a questa magica avventura e dovete assolutamente partire? Bene! Prima, però, leggete attentamente le informazioni ed i consigli utili che diamo sulla “Vita da trekking” in modo da conoscere tutto ciò che è necessario per affrontare il vostro viaggio con la giusta preparazione e l’attrezzatura più idonea.

Il Deserto di Atacama.

Un territorio di circa 100 mila chilometri quadrati che si estende dalle Ande all’Oceano Pacifico tra Cile, Perù, Bolivia ed Argentina: al mondo non esistono luoghi più aridi di questo deserto costiero.

Rugginoso, assetato, polveroso, inospitale… aggettivi che sembrano più consoni per descrivere il suolo marziano piuttosto che quello terrestre: eppure, non c’è modo migliore per spiegare cosa sia il deserto di Atacama.

Cornice di paesaggi metafisici quasi al limite dell’assurdo come il Salar de Atacama (un lago salino in pieno deserto), i geyser del Tatio infernali e fumanti, la Valle della Morte con le sue dune sabbiose e la Valle della Luna splendida soprattutto all’alba ed al tramonto. In questa valle, formazioni geologiche scolpite dal vento, dune di sabbia e colori tenui determinati dalla presenza di sale e gesso danno l’illusione di essere appena atterrati sul nostro asteroide.

In un luogo così ospitale, lascia di stucco l’improvviso apparire di San Pedro Atacama, un agglomerato urbano di casette bianche a 2500 metri di altitudine alle pendici del Vulcano Licancabur.

Estremo nord del Cile al confine con la Bolivia.

Lande steppose che si estendono a perdita d’occhio dove pascolano liberi lama, alpaca e guanachi: quest’area protetta ha meritato la qualifica internazionale di “riserva della biosfera” assegnata dall’UNESCO. Qui sono preservati l’ecosistema e la sua biodiversità attraverso un’appropriata gestione del territorio che prevede l’utilizzo sostenibile delle risorse naturali a beneficio delle comunità locali.

Gli immensi tavolati flagellati dal vento sono interrotti qua e là dai bofedales – caratteristiche praterie acquitrinose generate dalle precipitazioni, dallo scioglimento dei ghiacciai e dall’affioramento superficiale di acque sotterranee – e da laghi cristallini dove si specchiano le cime bianche dei vulcani. Tra questi ultimi, il Parinacota che – con i suoi 6362 metri – spicca per altezza e maestosità riflettendosi nel Lago Chungarà, un magnifico specchio d’acqua a ben 4500 metri di quota.

Queste meraviglie naturali fanno parte del Parco Nazionale Lauca, che si estende su di una superficie di quasi 138.000 ettari e comprende la Precordigliera delle Ande e gli altipiani dell’estremo nord-est del paese. Contigua al parco, la Riserva Nazionale Las Vicuñas è il regno incontrastato della vigogna (la riserva è nata proprio per proteggere questa specie faunistica), l’erbivoro montano dalla lana preziosa che gli Inca utilizzavano per tessere le vesti dei loro re.

Fa parte di quest’area protetta anche il Salar de Surire Natural Monument, il deserto di sale tra i più aridi al mondo a più di 4200 metri di altezza. Un luogo dove il bianco accecante delle distese di sale lascia spazio all’azzurro intensissimo delle sue lagune interne ed al rosa delicato dei fenicotteri che popolano i bofedales che affiorano qua e là.

Il Salar de Uyuni.

Il Salar de Uyuni è un enorme deserto di sale (si stima che ne contenga più di 10 miliardi di tonnellate!) situato nell’altopiano andino meridionale della Bolivia a 3.650 metri di quota: appare come un’abbagliante distesa di acqua bianca dove il cielo si specchia con le sue nuvole altrettanto candide.

Le antiche leggende inca narrano che il deserto inghiotta le carovane attraverso i suoi infidi Ojos de Salar (occhi del deserto di sale): in effetti, l’acqua sottostante la superficie salata talvolta affiora creando voragini molto insidiose che, in certe condizioni di luce, sono pressoché invisibili. Oltre al paesaggio incredibile e surreale che comprende anche un suggestivo bosco di cactus, il Salar è famoso perché luogo di riproduzione di tre specie differenti di fenicotteri e per l’Isla del Pescado, una formazione rocciosa che improvvisamente appare in mezzo al deserto con la sua caratteristica forma a coda di pesce.

Sempre in pieno deserto, sorge l’Isla Incahuasi punteggiata dai cactus: raggiunto il suo punto più alto con una breve camminata, il panorama sul Salar è davvero stupefacente, tanto da togliere il fiato. Nel Salar de Uyuni sono stati trovati anche giacimenti archeologici della cultura Tiahuanaco e numerose rovine Inca.

La Laguna Verde e la Laguna Colorada.

Viaggiando attraverso la Bolivia per raggiungere il suo estremo sud, si attraversa l’area protetta della Reserva Nacional Fauna Andina Eduardo Avaroa dove è possibile incontrare vigogne e lama addomesticati, numerose specie di uccelli e – se si è fortunati – anche rari esemplari di rhea (il parente sud americano dello struzzo) e gatti selvatici.

I paesaggi che si incontrano hanno dell’incredibile: distese di cactus, canyon scolpiti dal vento, cime vulcaniche a forma di cono, campi tempestati di geyser, laghi d’alta quota e lagune sperdute. Tra queste, spiccano per estensione e bellezza la Laguna Colorada (4278 metri) e la Laguna Verde (4300 metri): alghe, plancton e minerali conferiscono a queste pozze d’acqua gelida alte non più di un metro sfumature di colori che vanno dall’acqua marina al color amaranto. E intorno, il bianco brillante dei depositi di sodio, magnesio, borace e gesso ed il rosa delicato di centinaia di fenicotteri.

La Provincia di Jujuy.

La Provincia di Jujuy, situata nell’estremo nord-ovest dell’Argentina al confine con Cile e Bolivia, può essere suddivisa in quattro regioni geografiche contraddistinte da climi e paesaggi completamente differenti:

  • l’arida e fredda Puna de Atacama con i suoi altipiani a 4000 metri di quota popolati da lama, vigone e fenicotteri rosa;
  • la pittoresca Quebrada de Humahuaca, una valle profonda solcata dal Rio Grande che scorre copioso in estate;
  • le fertili Valles (valli) dal clima temperato;
  • le foreste tropicali calde e lussureggianti che qui sono chiamate Yungas.

Dal punto di vista paesaggistico, la Provincia di Jujuy non ha nulla da invidiare a quelle confinanti: in più, vanta quattro caratteristiche cittadine che vale davvero la pena visitare. Minuscole, tradizionali, con un non so che di mistico ed inserite nell’affascinante contesto delle aride montagne andine dalle rocce multicolori, Tilcara, Purmamarca, Iruya e Humahuaca sono quattro autentiche meraviglie.

Purmamarca, la più pittoresca, circondata da montagne multicolori tra cui spiccano il Cerro de los Siete Colores caratterizzato da stratificazione rocciose diversamente pigmentate e le alture rosse del Paseo de los Colorados. Nelle vicinanze della cittadina è possibile visitare le Salinas Grandes e la Laguna Guayatayoc con le sue numerose specie di uccelli fra cui gli immancabili fenicotteri rosa.

Tilcara (2.465 metri di altitudine) effervescente e vitale grazie ai suoi tanti piccoli locali dove si possono gustare i migliori asados di tutta l’argentina mentre si ascolta musica tradizionale suonata dal vivo.

L’incantevole Humahuaca (3.012 metri di altitudine), piccola, ma molto tipica con i suoi edifici colorati di bianco, ocra e giallo e le vie tipicamente pavimentate in pietra.

Infine Iruya (che amministrativamente appartiene alla Provincia di Salta), la più isolata e raggiungibile attraverso un percorso davvero accidentato, ma stupendo dal punto di vista panoramico perché consente di abbracciare con lo sguardo il paesaggio montagnoso che si estende a perdita d’occhio.

La Provincia di Salta.

La Provincia di Salta si trova nel nord ovest argentino al confine con Bolivia e Cile. Geologicamente si può dividere in quattro aree: l’altopiano quasi deserto della parte ovest facente parte la cordigliera delle Ande, le fertili valli subtropicali con clima mite e temperato del centro (dove risiede la maggior parte della popolazione), le selve montagnose dell’estremo nord e le calde pianure dell’est e del nordest.

In questa provincia, moltissime sono le meraviglie non solo paesaggistiche che attraggono visitatori da tutto il mondo. Imperdibili le “quebradas”, profonde gole che squarciano la roccia. La Quebrada de las Conchas, forse il canyon più spettacolare di tutto il Sudamerica: imponenti formazioni rocciose dal colore rosso ramato si stagliano contro l’azzurro intenso del cielo con le loro forme stravaganti scolpite dall’acqua nel corso dei millenni.

Un parco nazionale interamente dedicato ai cactus (si chiama proprio Parque Nacionàl de los Cardones – Parco Nazionale dei Cactus), dove se ne possono ammirare migliaia a perdita d’occhio, alcuni addirittura alti fino a 10 metri. E intorno, una cornice fatta di montagne e cime innevate.

La cittadina di Cafayate situata al centro delle verdissime valli Calchaquíes. Centro turistico rinomato per la qualità e la particolarità dei vini prodotti nella zona, Cafayate è ricca di fascino per il suo stile coloniale.

La cittadina di Salta ai piedi della cordigliera delle Ande, anch’essa famosa per la tipica architettura in stile coloniale spagnolo e circondata da magnifici paesaggi: forse una delle più belle città argentine. Da qui è possibile salire sul Cerro San Bernardo, sia a piedi che in cabinovia, e godersi un fantastico panorama sulla città.

Molto interessante anche il Museo Archeologico di Alta Montagna, dove vengono esposte a rotazione le mummie splendidamente conservate di tre bambini – sacrificati dagli Inca ai loro dei per ingraziarsi le forze della natura – rinvenute nel 1999 sulle pendici del Vulcano Llullaillaco a 6700 metri d’altitudine.